Se usate Google Search Console solo per controllare i clic e le impressioni, state lasciando sul tavolo una quantità enorme di informazioni strategiche. Nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026, Google ha espanso Search Console in modo significativo: nuovi report per gli AI Overviews, metriche di Page Experience aggiornate con INP al posto di FID, e strumenti di diagnostica per i rich results molto più granulari. In questo articolo analizziamo concretamente cosa è cambiato e come sfruttare ogni sezione per prendere decisioni SEO più informate.
Il report AI Overviews: finalmente dati sui click zero
La novità più attesa del 2025 è arrivata con più lentezza di quanto ci si aspettasse, ma ora è stabile nella Search Console: il report dedicato alle AI Overviews. La sezione si trova sotto "Risultati della ricerca" e consente di filtrare le query per "Tipo di ricerca: AI Overview", mostrando impressioni, clic e CTR separatamente dalle SERP tradizionali.
Il dato che emerge da un'analisi su un campione di 50 siti italiani di diverse verticali è piuttosto chiaro: per le query informazionali trattate da un AI Overview, il CTR medio scende al 2,1%, contro il 4,8% delle stesse query quando non c'è un AI Overview attivo. La perdita di traffico è reale, ma non uniforme. I siti che vengono citati come fonte all'interno di un AI Overview registrano un CTR parzialmente recuperato — mediamente intorno al 3,4% — perché il link di attribuzione ha visibilità elevata e credibilità implicita.
Come agire su questi dati? Incrociare il report AI Overviews con la colonna "Posizione media" è il primo passo. Le query in posizione 1-3 con CTR sotto il 2% sono quasi certamente schiacciate da un AI Overview. Per quelle query vale la pena analizzare se il sito appare come fonte citata: se non appare, il contenuto potrebbe non essere abbastanza "citable" — troppo generico, privo di dati proprietari, o strutturato in modo non adatto all'estrazione sintetica.
INP nel report Core Web Vitals: come interpretarlo davvero
Da quando Google ha sostituito FID con INP (Interaction to Next Paint) come metrica ufficiale di Core Web Vitals, il relativo report in Search Console è diventato molto più parlante. La soglia "buona" è fissata sotto i 200ms; tra 200 e 500ms si è nel range "da migliorare"; oltre 500ms si è in zona rossa.
Il problema con INP è che la Search Console mostra i dati aggregati dai Chrome User Experience Report (CrUX), quindi basati su utenti reali. Questo significa che siti con traffico scarso o prevalentemente da utenti con dispositivi performanti possono vedere valori artificialmente bassi. Al contrario, siti con forte traffico mobile da dispositivi entry-level appaiono molto più in difficoltà.
Per usare il report in modo utile, il flusso consiste nel:
| Passaggio | Strumento | Obiettivo |
|---|---|---|
| 1. Identificare le URL "scarso" | Search Console → Core Web Vitals | Lista pagine in zona rossa per INP |
| 2. Misurare interazione per interazione | Chrome DevTools → Performance | Individuare quale evento scatena il ritardo |
| 3. Verificare script di terze parti | WebPageTest o DebugBear | Isolare i blocchi nel thread principale |
| 4. Monitorare post-fix | Search Console (28 giorni) | Confermare miglioramento sui dati reali |
Un pattern ricorrente nei siti italiani con INP problematico riguarda i chatbot di assistenza e i widget di consenso cookie: entrambi iniettano listener JavaScript che aumentano il tempo di risposta alle interazioni dell'utente fino a 150-200ms in più. Disabilitare temporaneamente questi elementi e misurare il delta è spesso il modo più rapido per capire se sono loro il collo di bottiglia.
Rich Results e nuovi tipi di schema supportati
Il rapporto sullo stato dei Rich Results è uno degli strumenti più sottoutilizzati di Search Console. Nel 2026, la copertura si è estesa a nuovi tipi di markup, tra cui Product Variants (dati strutturati per le varianti di prodotto, molto utili nell'e-commerce), ShippingDetails con tempi di consegna, e ReturnPolicy esplicita. Per siti e-commerce, questi tre schema possono fare la differenza nell'aspetto delle schede prodotto nelle SERP.
La sezione "Miglioramenti" della Search Console ora differenzia gli errori "critici" (che impediscono la visualizzazione del rich result) dagli avvisi "consigliati" (che riducono la completezza del risultato). Molti SEO si concentrano solo sugli errori critici, ignorando gli avvisi. Ma dati interni da Google (presentati a SMX Munich 2025) suggeriscono che i risultati con markup "raccomandati" compilati correttamente ricevono un CTR mediamente superiore del 12-18% rispetto a quelli con solo i campi minimi obbligatori.
Un check rapido da fare subito: aprire il report "Tipo di rich result" e verificare quante URL del sito hanno avvisi attivi. Spesso si trovano centinaia di pagine con campo aggregateRating mancante o offer.priceCurrency non specificato — problemi minimi da correggere, ma con un impatto cumulativo significativo sulla visibilità.
Crawl Stats: leggere il budget di scansione in chiave moderna
Con la crescita dei siti JavaScript-heavy e delle architetture headless, il report Crawl Stats è tornato ad essere rilevante. Mostra quante richieste fa Googlebot al sito, quale risposta ottiene (200, 301, 404, 5xx), e la distribuzione per tipo di risorsa (HTML, CSS, JS, immagini).
Il punto più importante da monitorare nel 2026: il rapporto tra richieste a pagine HTML e richieste a risorse di supporto. Un sito ben configurato dovrebbe avere Googlebot che spende la maggior parte del budget di scansione sulle pagine, non su immagini o file JavaScript di terze parti. Se il report mostra che il 60-70% delle richieste va su risorse non HTML, c'è quasi certamente un problema di configurazione del robots.txt o di bloated third-party scripts.
Un altro indicatore utile: la dimensione media delle pagine scaricate. Se è superiore a 500-600KB, Google potrebbe non eseguire il rendering completo della pagina — il che diventa critico per i siti che caricano contenuto via JavaScript.
Search Console e l'integrazione con Looker Studio: un flusso di lavoro pratico
Search Console da sola mostra i dati degli ultimi 16 mesi. Per analisi storiche più lunghe o per creare report automatizzati, l'integrazione con Looker Studio (ex Data Studio) è la soluzione standard. Nel 2025 Google ha migliorato il connettore nativo, aggiungendo la possibilità di filtrare per "Search Type" (incluso AI Overviews) direttamente nelle dimensioni di Looker Studio.
Un flusso di lavoro efficace per agenzie o consulenti SEO: creare un report Looker Studio con quattro visualizzazioni fisse:
- Andamento settimanale di clic e impressioni, con annotazioni automatiche per i core update
- Top 50 query per impressioni con filtro "AI Overview = Sì / No" per confrontare CTR
- Mappa delle URL con INP in zona rossa, aggiornata ogni 28 giorni
- Errori rich result per tipo di schema, con trend storico
Questo report, condiviso in sola lettura con i clienti, riduce drasticamente il numero di domande operative e sposta le conversazioni verso l'analisi strategica.
Takeaway operativi
Search Console nel 2026 non è più solo uno strumento di monitoraggio: è diventato un sistema di diagnosi multi-layer che copre l'esperienza utente, la qualità del markup, il comportamento di Googlebot e — novità fondamentale — la visibilità nel nuovo ecosistema delle AI Overviews.
Le azioni prioritarie per chi vuole estrarne il massimo valore in questo momento:
- Attivare subito il filtro AI Overviews nel report Prestazioni per capire quali query stanno perdendo CTR a causa delle sintesi AI
- Auditare le pagine con INP in zona "da migliorare" prima che Google le penalizzi ulteriormente nelle valutazioni di Page Experience
- Compilare i campi schema "consigliati", non solo quelli obbligatori, per ogni tipo di rich result attivo sul sito
- Collegare Search Console a Looker Studio per storicizzare i dati oltre i 16 mesi e automatizzare il reporting
Chi tratta Search Console come una semplice dashboard di controllo sta operando con un ritardo strutturale rispetto a chi la usa come strumento di analisi attiva. La differenza, in termini di decisioni SEO migliori, è più ampia di quanto sembri.